La Crioterapia Sistemica

La nascita in Giappone, il successo in Scandinavia: come funziona una criocamera in cui si espone il corpo a tempertature fino a -160 gradi

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Cos'è la crioterapia sistemica?

Era la fine degli anni Settanta quando il medico giapponese Toshima Yamauchi notò che i pazienti della sua clinica termale, in cura per l’artrite reumatoide, dopo essere tornati nei rispettivi paesi di montagna per le vacanze di Capodanno si sentivano molto meglio. Capì così che il freddo, unito al movimento, giocava un ruolo fondamentale nel loro miglioramento, e qualche tempo dopo costruì la prima camera criogenica. L’intuizione del dottor Yamauchi si diffuse rapidamente, soprattutto nei paesi scandinavi e in Germania.

La temperatura più bassa mai misurata sulla Terra corrisponde a -89,2 °C ed è stata registrata il 21 luglio 1983 in Antartide, nella base scientifica russa Vostok, all’altezza di 3.420 metri. Nella crioterapia sistemica si espone il corpo a temperature non riscontrabili in natura, comprese fra i –110 e i –160 gradi, raggiunte con la vaporizzazione dell’azoto liquido, che diventa gassoso nella criocamera. Per resistere a temperature così basse, anche se solo per tre minuti, occorre proteggere le estremità del corpo: si indossano quindi scarpe, calze di lana, guanti, paraorecchie e una mascherina che copre bocca e naso. Il resto del corpo, a parte un costume da bagno di cotone, è nudo.

La criocamera è composta in genere da due stanze, dove possono sottoporsi al trattamento al massimo tre-cinque persone alla volta: la prima è una sala “di adattamento”, dove ci si espone a temperature dai –45 ai –60 gradi per circa 30 secondi; poi si passa nella criocamera vera e propria, dove si resta per 2-3 minuti a una media di –130 gradi. Un assistente, dall’esterno, monitora e scandisce i tempi col microfono. Il tutto si svolge in un’atmosfera controllata, in cui l’umidità viene completamente eliminata, poiché la presenza contemporanea di acqua e azoto provocherebbe sulla pelle delle ustioni da gelo. Terminata la sessione, si passa alla fase “di riacclimatazione”, con 15 minuti di ginnastica o cyclette per riattivare la circolazione.

La crioterapia sistemica oggi è diffusissima negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania, Austria e Svizzera, ma anche in Bulgaria e in Polonia, dove la prestazione è offerta dal sistema sanitario nazionale. In Italia diverse società sportive si sono dotate di una criosauna; le altre strutture, pubbliche o private, dove è possibile provare la crioterapia, sono una decina, quasi tutte al nord. 
(Fonte: www.osservatoriomalattierare.it)

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